Due chiacchiere con: Dave D Deejay

Riot Clothing > Blog > Interviste > Due chiacchiere con: Dave D Deejay

Due chiacchiere con: Dave D Deejay

Interviste, Musica

Chi ci conosce da tempo sa già che alla base di Riot non c’è solo la passione per l’abbigliamento, ma tanti interessi come il cinema, lo sport, la musica e la letteratura per dirne alcuni, che uniti formano l’idea da cui è nato il negozio. Abbiamo perciò deciso di ospitare e fare due chiacchiere in questo spazio con persone che gravitano intorno ai nostri ambienti preferiti. Iniziamo oggi con un amico nonchè cliente della prima ora, Dave D.  Davide, questo il suo nome, Tempiese classe 1987 è un deejay House molto apprezzato in Sardegna e non solo. Ha suonato in posti importanti e simbolici per la musica da club come Ibiza e Napoli, qua nell’isola ha girato le consolle di molti dei club più conosciuti. Attualmente è resident DJ all’Estasi’s, iconica discoteca Gallurese, e recentemente insieme a due amici ha creato a Tempio Pausania il progetto Living Loft, che ha immediatamente riscosso successo creandosi un seguito non solo cittadino.

Ciao Dave, anzitutto benvenuto nel nostro spazio. A te è capitato “l’onore” di inaugurarlo

Ciao Fra, l’onore è il mio, da voi e con voi mi sento un po’ come a casa.

Abbiamo introdotto brevemente la tua esperienza nei club, vorremmo però sapere cosa ti ha portato in consolle. Da dove nasce la tua passione?

Nasce in tenera età. Ricordo che ancora bambino ascoltavo le musicassette di cantautori Italiani come Conte, De Andrè e Battiato, mi affascinavano molto e da loro ho imparato le contaminazioni musicali. La passione per la musica da club invece è arrivata più tardi, verso i 15 anni, grazie a Radio Italia Network e ai suoi programmi notturni “Elenoire” e “La noche escabrosa”. Sono stati una folgorazione e mi hanno spinto a comprare il primo giradischi.

Com’è la scena House a livello internazionale, nazionale e locale?

L’house è la madre della musica da club, ha sempre un suo ottimo seguito. Nello specifico in questo momento c’è un grande ritorno, con Paesi come USA, Inghilterra, Sudafrica e Corea del sud a tirare le fila. Vengono organizzati eventi di portata mondiale, pensiamo al Glitterbox di Ibiza per dirne uno. In italia c’è una buona nicchia con Napoli come città capofila, mentre in Sardegna la scena è piccola ma viva soprattutto d’estate con i tanti party organizzati in Costa Smeralda

Il ruolo dell’abbigliamento: è un aspetto importante o di secondo piano nel vostro ambiente?

Non c’è uniformità. In Inghilterra e in generale in Europa, per farti un esempio, siamo più attenti e il look ha la sua importanza. Nelle serate si vedono tanti ragazzi che indossano abbigliamento vintage sportivo e camicie psichedeliche. In USA invece non importa nulla a nessuno, non c’è un trend di massa

E tu invece? Dai importanza all’abbigliamento e hai dei capi preferiti?

Non sono uno fissato, ma penso che fra me e la gente che viene a sentirmi si crei una comunicazione visiva, non solo musicale e cerco quindi di trasmetterla anche con l’abbigliamento. Ho alcuni capi “portafortuna”, la mia polo Lacoste nera ad esempio non manca mai alle serate importanti, così come i tracktop e le camicie di Weekend Offender, Sergio Tacchini e Ben Sherman. In generale mi lascio ispirare da ciò che proponete voi, il mio negozio di fiduciaIn consolle all'Ovest Club di Oristano

In effetti ti abbiamo visto crescere in negozio. A proposito, ci sono contaminazioni fra la tua scena e altre sottoculture giovanili?

In Inghilterra è fortissimo il legame fra la musica House e i frequentatori delle gradinate, tanti ragazzi e uomini che frequentano i club sono molto attivi anche allo stadio. Nel resto d’Europa la presenza c’è, ma non così marcata. Mentre in USA e in Asia non ci sono contaminazioni particolari

Domanda purtroppo necessaria. Come vedi la situazione legata al coronavirus e al futuro dei club?

La situazione è molto seria, il Mondo dell’intrattenimento è un’industria da cui vivono migliaia di persone. Al momento regnano paura e incertezza, non sappiamo come e se ci sarà la stagione estiva, su cui si basa gran parte dell’economia isolana. Per quanto riguarda il futuro la mia sensazione è una. L’House nasce per eliminare le distanze fra la gente, la pura aggregazione è il pilastro di questo genere e il contatto fisico imprescindibile. Se non si potrà stare fianco a fianco nelle serate la vedo molto dura ripartire

Un ultima domanda. O meglio, un consiglio a chi ci legge. Tre brani musicali per alleggerire questa quarantena forzata e magari avvicinare al tuo genere chi ancora non lo conosce

Bella domanda. Così a bruciapelo ti dico:

1) Master at work feat India – To be in love

2) Shapeshifters – Lola’s theme (club mix)

3) Francesco Farfa – Universal love

Dave abbiamo finito. Ti ringraziamo per la disponibilità, lasciamo a te le ultime righe se vuoi fare un saluto a chi ci legge

Saluto gli amici di Riot e chi legge questa nostra chiacchierata, spero che questo momento difficile passi per tutti. Ho fiducia che la buona musica sia una medicina per lo spirito di chi soffre in questa situazione. Tutto questo passerà e allora sarà ancora più bello stare gomito a gomito in pista

         Instagram: dave_d_dj

One Comment

  1. Claudio linaldeddu

    Due grandi amici

    Reply

Lasciaci un tuo commento

categorie

archivio

NEWLETTER

Email:
Campo necessario.
Campo necessario.
Campo necessario.
Campo necessario.