Italia 90, il nostro mondiale

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Italia 90, il nostro mondiale

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Esattamente 30 anni fa in questi giorni andava di scena il mondiale di calcio di Italia 90. Il Bel Paese, che stava per vedere l’inizio della fine della Prima Repubblica era al suo apice, arrivando a diventare la quinta potenza industriale al mondo. Nella nostra Serie A giocavano i calciatori più forti del pianeta, erano gli anni del Milan di Sacchi e degli Olandesi, dell’Inter di Trapattoni e dei panzer tedeschi, del Napoli di Maradona. Notti magiche, l’improponibile inno del torneo cantato da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, risuonava in ogni radio dello stivale. La mascotte Ciao e i tantissimi gadget dedicati erano praticamente ovunque, indimenticabile il pallone con le bandiere dei Paesi partecipanti che se premute facevano partire i vari inni, o le statuine dei nostri calciatori realizzate con uno stile caricaturale dalla IP. L’aria era elettrica, l’attesa a mille e il coinvolgimento degli Italiani totale. Milioni di tifosi sognavano di vedere gli azzurri sollevare la coppa al cielo di Roma.

Fu il mondiale dei grandi campioni: Maradona, Matthaus, Gullit, Gascoigne, Baggio giusto per citarne alcuni. La Nazionale azzurra era probabilmente la più forte e complice il fattore campo sicuramente la maggior candidata alla vittoria finale, il che aumentò il rimpianto per un terzo posto che sapeva tanto di irripetibile occasione persa. La coppa andò invece alla Germania Ovest, capitanata da Lothar Matthaus e con Franz Beckenbauer in panchina, che grazie ad un calcio di rigore vinse per 1-0 contro l’Argentina una delle finali più noiose della storia. In campo non si vide un torneo esaltante, anzi tutt’altro, ma nell’immaginario collettivo sono rimasti comunque impressi alcuni momenti passati alla storia di questo sport, fra tutti Schillaci e i suoi occhi spiritati, i rigori parati da Goycochea, Maradona e il suo leggendario “hijos de puta” rivolto ai tifosi Italiani che fischiarono l’inno Argentino prima della finale, Roger Milla e i suoi balletti, la bizzarria di Renè Higuita.

Il mondiale Italiano fu anche e soprattutto l’ennesima occasione, stavolta non affatto persa, per sprechi e giri poco chiari di soldi, tanti soldi. Il costo complessivo della manifestazione fu di oltre settemila miliardi di vecchie lire, una cifra impressionante oggi, figuriamoci per l’epoca. Vennero realizzati stadi osceni come il Delle Alpi di Torino o il San Nicola di Bari, e non si contano le opere totalmente estranee all’organizzazione del torneo finanziate grazie a quei mondiali, per non parlare di quelle incompiute. Una classica oscenità tricolore, insomma.

Italia 90 si segnala anche come importante spartiacque storico, per l’ultima volta infatti presero parte alla massima competizione calcistica squadre come l’Unione Sovietica, la Germania Ovest (già politicamente unita, ma presentatasi comunque col vecchio nome), la Jugoslavia e la Cecoslovacchia. Da pochi mesi era caduto il muro di Berlino, il destino dell’Europa stava cambiando e alle porte c’era la guerra dei Balcani.

E poi loro, gli hooligans Inglesi. Le autorità erano molto proccupate dai possibili incidenti e decisero di far giocare alla nazionale dei tre leoni tutte le partite del girone a Cagliari, per riuscire a tenere isolati i suoi tifosi. A Cagliari in effetti la situazione rimase tutto sommato sotto controllo, peccato però che quella era l’Inghilterra di Lineker, Gascoigne, Platt, Shilton e arrivò in fondo al torneo arrivando quarta. Inevitabile perciò lo sbarco in continente e qua la situazione si fece molto più seria, con scontri pesanti a Rimini, Bologna e Torino. Per anni è girata anche una leggenda che riguarda l’ipotetica morte di Paul Swain durante gli incidenti di quel mondiale. Swain era il chitarrista dei 4 Skins, leggendario gruppo punk/Oi! conosciuto fra l’altro per la canzone ACAB, acronimo che anni dopo sarebbe diventato molto popolare in altri contesti. Tale vicenda non è mai stata confermata e potrebbe trattarsi di una delle tante leggende metropolitane che girano intorno al mondo delle sottoculture giovanili.

A proposito d’Inghilterra. Per celebrare questi iconici mondiali, il brand Inglese Weekend Offender ha realizzato tre bellissime T-shirt celebrative. Le abbiamo disponibili in negozio e sono ordinabili  a questo indirizzo. Delle autentiche chicche da collezione, da non lasciarsi sfuggire.

In conclusione, cosa possiamo dire? Probabilmente furono i nostri occhi da bambini di allora ad avere mitizzato il mondiale di Italia, ma non neghiamo di ricordare l’estate 1990 con una romantica nostalgia. Noi appassionati quelle notti magiche ce le portiamo ancora dentro.

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